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Percettore di NASPI e percettore di redditi di natura occasionale

Occupiamoci oggi della condizione del percettore della NASPI nella circostanza in cui durante la percezione dell'indennità di disoccupazione vada a percepire redditi di natura occasionale, o di lavoro autonomo o decida di svolgere un'attività imprenditoriale.

Il lavoratore destinatario del trattamento NASPI per poterla ottenere deve trovarsi nelle seguenti condizioni:

  • stato di disoccupazione
  • la disoccupazione deve essere involontaria 
  • maturazione di almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione (circa tre mesi di contribuzione)
  • maturazione di almeno 30 giorni di lavoro effettivo a prescindere dal minimale contributivo nei 12 mesi che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.

La Naspi è rapportata alla retribuzione previdenziale degli ultimi 4 anni, diviso il totale delle settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33

La durata della NASPI dipende da un conteggio riferito alla contribuzione degli ultimi 4 anni, ed è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni con un massimo di 78 settimane.

Con circolare numero 5 del 25/01/2019 l’INPS ha rilasciato l’importo massimo del trattamento di disoccupazione NASPI 2019.  La retribuzione di riferimento per il calcolo della indennità di disoccupazione NASPI è pari ad euro 1.221,44 per il 2018. L’importo massimo mensile della Naspi per il 2018 è fissato in euro 1.314,30.

Per percepire la Naspi il richiedente deve dotarsi del PIN INPS oppure recarsi presso un patronato, per presentare una domanda telematica entro 68 giorni dalla data della cessazione del rapporto di lavoro. La Naspi spetta dall'ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro, se la domanda è presentata entro l'8 giorno, oppure dal giorno successivo a quello di presentazione  della domanda se successivo all'ottavo giorno suddetto. 

La Naspi viene erogata a condizione che il percettore partecipi ad iniziative di ricollocazione lavorativa o di formazione professionale e di ricerca attiva di occupazione. 

E' consentita anche la corresponsione in unica soluzione quale strumento di incentivo per auto-imprenditorialità, per la parte non ancora erogata, quindi residua o totale a seconda, in costanza di un avvio di nuova attività imprenditoriale o di lavoro autonomo con apertura della partita iva, oppure anche per il conferimento di quote di capitale sociale di cooperative con la qualità di socio lavoratore. Anche qui, il percettore NASPI se vuole questo beneficio deve presentare una domanda di anticipazione in forma telematica, entro 30 giorni dalla data di inizio attività con partita iva o dalla data di sottoscrizione della quota di capitale in coop. 

Andiamo a consultare la circolare INPS n.174/2017 che ci chiarisce la compatibilità delle indennità di disoccupazione con alcune tipologie di attività lavorativa e con alcune tipologie di reddito. Innanzi tutto abbiamo la compatibilità della NASPI con i compensi derivanti da borse di studio, stage, tirocini professionali e con redditi derivanti da svolgimento di attività sportive dilettantistiche. 

  • i percettori di remunerazioni da borse lavoro, stage, tirocini professionali, i percettori di premi sussidi per fini di studio o di addestramento professionale, conseguono somme che sono interamente cumulabili con l'indennità NASPI e il beneficiario non è tenuto ad effettuare alcuna comunicazione INPS 
  • i percettori di borse di studio e assegni di ricerca e dottorati di ricerca, se percettori di NASPI subiscono invece una riduzione dell'importo dell'indennità, per cui tali compensi non possono superare la soglia di € 8.000 annue. Essi a pena di decadenza della prestazione NASPI devono informare l'INPS entro un mese dall'inizio dell'attività dichiarando il reddito presuntivo annuo che ipotizzano di percepire;
  • I percettori di premi e compensi derivanti dallo svolgimento di attività sportive dilettantistiche che contestualmente percepiscono l'indennità NASPI non sono tenuti ad effettuare alcuna comunicazione all'INPS in riferimento a tali compensi in quanto, gli stessi sono interamente cumulabili con l'indennità NASPI. 
  • Per le cosiddette prestazioni occasionali sappiamo che il beneficiario della NASPI può svolgere prestazioni di lavoro occasionale nei limiti di compensi di importo non superiore ad € 5.000, ed entro questo limite l'indennità NASPI è interamente cumulabile con i redditi di lavoro occasionale, per cui il percettore non è tenuto ad effettuare alcuna comunicazione all'INPS: L'INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa dell'indennità NASPI gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro occasionale.
  • Per quanto riguarda la compatibilità della NASPI con i redditi di attività professionale esercitata da liberi professionisti iscritti alle casse previdenziali proprie, aggiungiamo che essa è riconosciuta, ma la NASPI, in questo caso, è ridotta di un importo pari all' 80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell'attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell'indennità o, se antecedente, la fine dell'anno. Questa riduzione è ricalcolata d'ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il limite di reddito previsto per la percezione della NASPI è 4.800 euro annue. Il percettore della NASPI in questa circostanza deve informare l'INPS di questo reddito entro un mese dall'inizio attività IVA o dalla prestazione della domanda NASPI se già era in possesso di partita iva, a pena di decadenza. L'INPS prosegue chiarendo che la mera iscrizione ad un albo professionale o al registro imprese, o la mera attribuzione di una partita iva, riferita al soggetto percettore di NASPI non è condizione sufficiente da sola a presupporre lo svolgimento di attività autonoma o imprenditoriale. Pertanto si può verificare che il soggetto percettore della NASPI non abbia provveduto a comunicare l'esercizio della stessa ed il suo conseguente reddito presunto, ed allora in costanza di attività effettivamente svolta ne scaturisce la decadenza della prestazione; Nel caso invece di attribuzione di partita iva e iscrizione in appositi albi professionali o registri, da parte del percettore NASPI senza aver dichiarato la cosa all'INPS e senza aver svolto alcuna attività effettiva, l'Ufficio territorialmente competente svolgerà le indagini e contatterà l'interessato al fine di chiarire la posizione al riguardo. Se dalle verifiche effettuate da parte degli uffici territoriali risulterà una mancata attività professionale e dunque una mera tenuta di posizione iva, priva di reddito effettivo la NASPI sarà erogata a prescindere dall'omissione della comunicazione da parte del percettore. 
  • Infine se il percettore di NASPI svolge contestualmente all'erogazione del trattamento, una funzione di amministratore, componente di collegio sindacale, revisore contabile, in società, associazioni, o altri enti, non in forma di lavoro dipendente, tali  attività saranno consentite entro il limite annuo di € 8.000 ed anche in questa fattispecie il percettore della prestazione deve informarne a pena di decadenza l'INPS entro un mese dall'inizio dell'incarico, indicando il reddito annuo presuntivo, anche se pari a zero.
L'autore: Antonio Tuzio
Dottore Commercialista in Reggio Emilia
Curatore fallimentare presso il Tribunale di Reggio Emilia
Responsabile di svariati corsi di formazione professionale
Pubblicista

Via Maria Melato 13
42122 Reggio Emilia
Tel. 328 6781837
E-mail studiotuzio@gmail.com
http://www.studiotuzio.it



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